Viva gli Arditi di ieri e di oggi

 

 

 

Questo video vuole essere un modesto tributo ed un piccolo omaggio a questi Eroi, giganti del passato, Esempi imperituri di amor Patrio, che dovrebbero essere rivalutati maggiormente soprattutto in questo periodo in cui la nostra amata Patria è guidata da persone che non fanno gli interessi dell’Italia.

Gli Arditi non si arresero mai e, nonostante i mancati riconoscimenti, contribuirono al rialzarsi della Patria senza mai cedere alle avversità. Incarnarono l’azione con tale purezza da permettere il fiorire dell’idea che segnò i destini del mondo. Ecco cosa ci insegna il valore di questi uomini: un’idea non nasce nei salotti del borghese, ma dalle gesta dell’Ardito!

Ecco perché con grande onore, ogni anno, ci rechiamo a commemorare questi giovani Arditi, per non dimenticare il sacrificio e quel pensiero che li animò, che segnò e segnerà gli anni avvenire.

Viva gli Arditi di ieri e di oggi.
Viva l’Italia!

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Comunicato stampa

Lonigo, 2 Giugno 2020

L’Associazione culturale Veneto Fronte Skinheads con questo comunicato esprime la propria più totale estraneità nell’organizzazione della manifestazione di sabato 6 p.v. a Roma, a differenza di quanto falsamente riportato da molti quotidiani nazionali tra cui L’Espresso.
Diffidiamo pertanto chiunque dall’associare il nome della nostra Associazione ad eventi o manifestazioni che non la riguardano.

 

Il portavoce

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EUROPA: tra fratelli i confini, ma porte aperte ai clandestini!

EUROPA: tra fratelli i confini, ma porte aperte ai clandestini!

Lonigo, 30 Maggio 2020

Una fetta significativa del problema riguardante l’arrivo di centinaia di clandestini si sta vivendo nell’ estremo nord est della penisola e più’ precisamente in Friuli a ridosso del confine italo-sloveno.
L’ormai tristemente famosa rotta balcanica si sta trasformando, complice anche la relativa indifferenza verso questa porta d’ingresso, in uno dei principali punti di approdo verso il territorio dell’ Unione Europea.
La Slovenia, trovandosi proprio su questa direttrice , dovrebbe ricoprire un ruolo fondamentale nella gestione e limitazione dei flussi migratori verso l’Europa.
Invece, in barba a qualsiasi accordo internazionale, prima ha chiuso unilateralmente i confini appellandosi all’ epidemia in corso e contemporaneamente ha permesso l’attraversamento degli stessi da parte di centinaia di clandestini.
Non si tratta di discutere su alcune decine di triestini che non possono andare a fare un giro in bici in Slovenia, no qui si tratta di discutere sull’ integrità strutturale e politica di quell’organizzazione che vorrebbero far passare come l’embrione di una nuova nazione ma che di fatto, negandone alcuni principi fondamentali come ad esempio l’integrità territoriale, altro non è che l’ennesimo organismo burocratico sovranazionale.
Le critiche verso l’Unione Europea e verso i suoi negligenti stati membro, come i nostri vicini sloveni, si dovrebbero focalizzare proprio verso la mancanza di azioni politiche (sottolineato) continentali in relazione ad uno qualunque dei problemi europei impellenti che ,in qualche modo, vengono ignorati, sminuiti o tollerati.
Occorre quindi superare le promesse di assistenzialismo dell’UE, raramente mantenute, ed iniziare a ragionare come nazione.
Stabilire politiche veramente comuni su fisco, moneta, difesa europea, gestione dei confini e del territorio, insomma tutto ciò che identifica e caratterizza un organismo veramente nazionale.

L’ impossibilità di coordinare una qualsivoglia azione congiunta per affrontare queste problematiche dimostra come la strada per poter parlare di Nazione Europa sia ancora
lunga e lastricata di difficoltà.

Trieste, il Friuli e si, anche la Slovenia, non rappresentano “la periferia dell’impero”, distante dal centro e con regole proprie , ne rappresentano il primo baluardo, il primo impatto ed anche la prima difesa.
Ed è li, proprio in quei luoghi, che si sta giocando una partita fondamentale sia sulla definizione stessa di Europa che sul futuro del nostro continente e delle comunità che lo abitano.

Scomodamente

il portavoce

 

 

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Lontano dal clamore, li risiedono gli eroi.

 

 

Striscione appeso nei pressi del consolato svedese di Milano.

 

 

Lonigo, 21 Maggio 2020

Un giovane di 19 anni è morto.

E’ morto probabilmente perché di fronte ad un sopruso non si è voltato dall’ altra parte.
Tommie Lindh, brutalmente assassinato nella sua natia Svezia l’undici Maggio scorso, non è morto tra l’indignazione popolare, tra le tragedie buoniste, tra gli stucchevoli riflettori delle teletragedie.
No, lui è morto quasi passando in sordina, circondato da un silenzio che sa di censura.
Assassinato mentre ad una normale festa ha pensato che fosse giusto difendere una ragazzina dalla violenza di un branco di personaggi che emergono da un tessuto sociale svedese ormai compromesso da anni di politiche ultraprogressiste.
Tommie è morto in quella Svezia che forse non sentiva più sua, un laboratorio, un campo di prova del mondo che si prepara, dove ormai i conflitti sociali sono talmente esasperati che persino il tappo del silenzio mediatico sta per saltare.
Tralasciando i terribili dati che ci fanno da testimone in questa deriva del paese scandinavo, quello che conta è che per un momento, forse, il cuore della Svezia ha battuto ancora, in quel giovane che di fronte ad una delle tante scene, ormai divenute orribile quotidianità’, non si e’ voltato dall’ altra parte e ha fatto, forse d’impeto, forse di slancio, sicuramente con coraggio, quello che riteneva più giusto.
Ed ha pagato con la vita.
Questa morte non deve passare sotto silenzio, non servono telecamere, luci e riflettori.
Perché è li, lontano dal clamore, che risiedono gli eroi.

Tommie presente.

Scomodamente

Il portavoce

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Fase 2 senza dignita’ chi avete fatto chiudere non riaprira’

Lonigo , 28 Aprile 2020

Data la visita di oggi a Piacenza del premier demerito, Giuseppi Conte, non potevamo non esprimergli pubblicamente il nostro più fermo disprezzo per la sua gestione irrispettosa, presuntuosa e assurda della pandemia con picchi ancora più tragicomici per quanto riguarda la ripartenza.

La tanto decantata fase due è sostanzialmente uguale ai due mesi di paralisi economica precedenti e non fornisce nessun tipo di garanzia ne soluzione ai più gravi limiti imposti da questo stato di emergenza.
Ed ovviamente non stiamo parlando delle “distanze sociali” delle mascherine e dell’evitare strette di mano ed abbracci, ma dell’intero comparto produttivo italiano che sta ormai procedendo a passi pieni verso un baratro irreversibile.
I dati parlano tristemente chiaro:

– 34,3 % dei lavoratori dipendenti e 41,5 % degli indipendenti sottoposti a blocco (dati SVIMEZ);
– Il decreto “cura italia” compensa, nella migliore delle ipotesi appena il 30% delle perdite dei lavoratori autonomi (dati SVIMEZ);
– 65,8 % dell’export a rischio (dati SVIMEZ);
– 4 Negozi al dettaglio su 10 non riapriranno allo stato attuale delle cose (dati CNA);
– 50.000 attività di pubblico esercizio a serio rischio di non riapertura, con perdita di 300.000 posti di lavoro. (FIPA-Confcommercio)

Un’ecatombe economica ben più devastante della pandemia in se, che il premier demerito ha voluto presentarci con una calma rassicurante da buon padre di famiglia, ma che ricordava più il “Padre padrone” di leddiana memoria, con i suoi strali personalistici e autocelebrativi, conditi da una gestualità simbolica a dir poco vomitevole, a dimostrazione della tracotanza di un uomo piccolo e misero, che ha blindato la sua poltrona immeritata e usurpata chiudendo in casa l’intera nazione per paura di manifestazioni di profondo dissenso!

Con un’arbitrarietà superficiale e sciocca ha decretato che attività ritenute non essenziali come ristoranti, bar, parrucchieri, centri estetici e tatuatori non debbano aprire fino al 4 maggio…come se esistessero famiglie “non essenziali” che non abbiano il diritto di sopravvivere, in una vana ed estenuante attesa di sussidi e aiuti statali che non arriveranno mai!
Vergogna!
I suicidi e le morti che conseguiranno peseranno sulla coscienza di un governo non eletto di inetti ed incapaci!

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Associazione Culturale Veneto Fronte Skinheads
- C.P. 12 36045 Lonigo (VI) vfs@libero.it