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Ritorno a Camelot 2022

Spegniamo i riflettori su questa edizione di Ritorno a Camelot con lo spirito rinvigorito dopo quattro giorni di aggregazione, musica, politica, cultura e divertimento, ma lasciandoci alle spalle un evento grandioso sotto ogni aspetto, con l’auspicio di aver creato le condizioni e gettato solide basi per future prospettive sinergiche.

Riteniamo che la musica sia uno strumento fondante ed imprescindibile per il nostro mondo, abbiamo così visto alcune tra le migliori band del panorama d’area internazionale esibirsi condividendo tra di loro il palco, fornendo ai presenti uno spettacolo straordinario.

Ma Ritorno a Camelot è da sempre anche sede di approfondimenti culturali e politici e quindi di incontro e confronto tra chi vi aderisce conservando le proprie specifiche peculiarità, ma con la consapevolezza di condividere una comune Idea.
L’alternarsi di relatori qualificati che hanno fornito ai militanti nozioni e argomenti riguardo l’affermazione delle nostre origini e circa l’attacco condotto contro la nostra Europa che si sta verificando mediante la minaccia sia della nostra sopravvivenza di europei, quanto nella decostruzione delle nostre fondamenta in ambito sociale e culturale: attraverso l’alterazione del nostro patrimonio etnico e la distruzione delle nostre eredità tra immigrazione di massa che si protrae da decenni, congiuntamente ad una crisi demografica che si fa di anno in anno sempre più allarmante; mediante la proliferazione della cosiddetta ideologia Woke e della deriva fatta di esaltazioni e di falsificazioni illogiche ed iconoclaste promosse dalla Cancel Culture; infine attraverso lo smantellamento dello Stato sociale e previdenziale ai tempi della quarta rivoluzione industriale che stiamo attraversando.

Figli del nostro tempo ma con le radici ben salde, coscienti delle nostre origini ancestrali, con i piedi nel presente e la testa rivolta al futuro, unitamente a chi ha aderito e partecipato attivamente a Ritorno a Camelot 2022, abbiamo riaffermato ed elaborato qual è oggi il nostro ruolo di italiani d’Europa nell’era presente, in vista delle prospettive e delle battaglie che condurremo negli anni a venire.

Perché anche se ci vogliono sostituire e cancellare noi non ce ne andremo in silenzio.

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