Come sempre d’innanzi alle dicotomie create ad arte in un contesto da set cinematografico hollywoodiano, esiste una terza via che immancabilmente è quella che d’istinto ci attrae e ci sentiamo di seguire.
Tra l’arroganza americana che pretende di giustificare interessi economici geopolitici con strampalate esportazioni di guerre democratiche e la brutalità fanatica di fazioni terroristiche foraggiate e armate in maniera a dir poco sospetta dai loro stessi antagonisti di facciata, c’è un’alternativa di vedute e di azione sia per quanto riguarda la questione locale che il ruolo che dovrebbe tenere l’Europa.
In Afghanistan esiste un terzo polo con roccaforte nel Panshir dove il figlio dell’eroe afghano Massoud antepone al fanatismo religioso di queste bande di taglia gole talebani con strani interessi per il mercato dell’oppio, un Islam profondo, etico, patriottico che nulla ha a che vedere con le barbarie spesso gratuite compiute dalle bande di senzadio che si raccolgono sotto la bandiera dello jihadismo intransigente e che vorrebbero imporre la sharia in tutto l’Occidente, dopo averlo conquistato con l’immigrazione e il fondamentalismo religioso.
Per quanto riguarda la nostra amata Europa purtroppo il discorso è oltremodo più svilente, data la totale mancanza di una visione geopolitica strategica indipendente dalle dinamiche dei grandi blocchi contrapposti (USA, Cina e Russia) che si spartiscono le zone di influenza come in una partita a risiko; d’altronde è evidente che la fulminea avanzata talebana che ha riconquistato la capitale e numerose città afghane a distanza di pochissimo tempo dal ritiro del contingente americano, sia stata concordata a tavolino, dopo che l’ex presidente Trump firmò ancora più di un anno fa un accordo in tal senso.
In tutto ciò l’Europa è assente, preoccupata solo di importare altri immigrati per supplire ad una denatalità ormai congenita, alla quale non si vuole porre un rimedio serio attraverso un’inversione culturale, per una masochista e stupida volontà di imbastardimento culturale che con i ritmi riproduttivi di talune etnie, determinerà la scomparsa dei popoli europei in un silente genocidio identitario (così per dire la matrice integralista a guida Fratelli Musulmani con base qatariota è la stessa che finanzia moschee e centri culturali in Europa).
Un continente un tempo faro di civiltà, che volesse davvero far valere i propri interessi economici e geopolitici, dovrebbe smarcarsi dal servilismo a stelle e strisce e dalla colonizzazione dei mercati che economie capitaliste dell’estremo Oriente stanno attuando in Europa, così come per ragioni di approvvigionamento di risorse, nel resto del mondo fungendo cosi da volano per il fenomeno migratorio.
La saggezza popolare afferma che “el can de dò paroni, more de fame” e questa sarà la triste fine che attende noi europei se non ci svegliamo al più presto dal torpore di un benessere falsamente opulento che ci farà sgozzare nel sonno o soffocare in silenzio per gli interessi altrui, senza neanche accorgercene.
Se l’Europa è assente al tavolo degli scontri continentali tra superpotenze, il nostrano “governo dei migliori” dalle assolate spiagge nazionali declina ogni responsabilità verso la inevitabile nuova ondata migratoria che ci aspetta e persino nei confronti del contingente nazionale impegnato in un semi apocalittico rientro, in fondo per svendere una nazione non serve essere circondati da persone competenti
Ferocemente
Il portavoce
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