Lontano dal clamore, li risiedono gli eroi.

 

 

Striscione appeso nei pressi del consolato svedese di Milano.

 

 

Lonigo, 21 Maggio 2020

Un giovane di 19 anni è morto.

E’ morto probabilmente perché di fronte ad un sopruso non si è voltato dall’ altra parte.
Tommie Lindh, brutalmente assassinato nella sua natia Svezia l’undici Maggio scorso, non è morto tra l’indignazione popolare, tra le tragedie buoniste, tra gli stucchevoli riflettori delle teletragedie.
No, lui è morto quasi passando in sordina, circondato da un silenzio che sa di censura.
Assassinato mentre ad una normale festa ha pensato che fosse giusto difendere una ragazzina dalla violenza di un branco di personaggi che emergono da un tessuto sociale svedese ormai compromesso da anni di politiche ultraprogressiste.
Tommie è morto in quella Svezia che forse non sentiva più sua, un laboratorio, un campo di prova del mondo che si prepara, dove ormai i conflitti sociali sono talmente esasperati che persino il tappo del silenzio mediatico sta per saltare.
Tralasciando i terribili dati che ci fanno da testimone in questa deriva del paese scandinavo, quello che conta è che per un momento, forse, il cuore della Svezia ha battuto ancora, in quel giovane che di fronte ad una delle tante scene, ormai divenute orribile quotidianità’, non si e’ voltato dall’ altra parte e ha fatto, forse d’impeto, forse di slancio, sicuramente con coraggio, quello che riteneva più giusto.
Ed ha pagato con la vita.
Questa morte non deve passare sotto silenzio, non servono telecamere, luci e riflettori.
Perché è li, lontano dal clamore, che risiedono gli eroi.

Tommie presente.

Scomodamente

Il portavoce

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Fase 2 senza dignita’ chi avete fatto chiudere non riaprira’

Lonigo , 28 Aprile 2020

Data la visita di oggi a Piacenza del premier demerito, Giuseppi Conte, non potevamo non esprimergli pubblicamente il nostro più fermo disprezzo per la sua gestione irrispettosa, presuntuosa e assurda della pandemia con picchi ancora più tragicomici per quanto riguarda la ripartenza.

La tanto decantata fase due è sostanzialmente uguale ai due mesi di paralisi economica precedenti e non fornisce nessun tipo di garanzia ne soluzione ai più gravi limiti imposti da questo stato di emergenza.
Ed ovviamente non stiamo parlando delle “distanze sociali” delle mascherine e dell’evitare strette di mano ed abbracci, ma dell’intero comparto produttivo italiano che sta ormai procedendo a passi pieni verso un baratro irreversibile.
I dati parlano tristemente chiaro:

– 34,3 % dei lavoratori dipendenti e 41,5 % degli indipendenti sottoposti a blocco (dati SVIMEZ);
– Il decreto “cura italia” compensa, nella migliore delle ipotesi appena il 30% delle perdite dei lavoratori autonomi (dati SVIMEZ);
– 65,8 % dell’export a rischio (dati SVIMEZ);
– 4 Negozi al dettaglio su 10 non riapriranno allo stato attuale delle cose (dati CNA);
– 50.000 attività di pubblico esercizio a serio rischio di non riapertura, con perdita di 300.000 posti di lavoro. (FIPA-Confcommercio)

Un’ecatombe economica ben più devastante della pandemia in se, che il premier demerito ha voluto presentarci con una calma rassicurante da buon padre di famiglia, ma che ricordava più il “Padre padrone” di leddiana memoria, con i suoi strali personalistici e autocelebrativi, conditi da una gestualità simbolica a dir poco vomitevole, a dimostrazione della tracotanza di un uomo piccolo e misero, che ha blindato la sua poltrona immeritata e usurpata chiudendo in casa l’intera nazione per paura di manifestazioni di profondo dissenso!

Con un’arbitrarietà superficiale e sciocca ha decretato che attività ritenute non essenziali come ristoranti, bar, parrucchieri, centri estetici e tatuatori non debbano aprire fino al 4 maggio…come se esistessero famiglie “non essenziali” che non abbiano il diritto di sopravvivere, in una vana ed estenuante attesa di sussidi e aiuti statali che non arriveranno mai!
Vergogna!
I suicidi e le morti che conseguiranno peseranno sulla coscienza di un governo non eletto di inetti ed incapaci!

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Un’ Europa “solidale” non farebbe usura criminale

Lonigo, 24 Aprile 2020

Quello che è stato ottenuto in sede europea dal Presidente del Consiglio alla fine della riunione fiume di ieri è riassumibile in una sola parola: zero.
O meglio, come annunciato con inopportuni toni trionfalistici, è stata portata a casa una vaga promessa di istituzione di un “recovery fund” europeo (al quale, va detto, i paesi del nord Europa sono tuttora contrari) del quale poco si sa, fissandone un’ipotetica discussione nell’incerto futuro.
Gli altri strumenti proposti, MES in primis, sono i soliti capestri che sin dalle loro origini si stendono come una minaccia sulla nostra economia.
Aumenteremmo il nostro debito verso l’Europa a fronte di maggiori garanzie le quali alla fine, strangoleranno il tessuto economico e sociale tra i cappi dell’usura finanziaria.
Queste trattative, al limite dell’elemosina, rendono palese come inadeguato sia l’ordinamento politico e finanziario attuale dell’Unione Europea.
Ove si deve agire come un unico corpo, un’unica nazione in prospettiva di potenza continentale, riaffiorano beghe economiche e interessi finanziari che vagano tra lo stucchevole e il vergognoso.
L’unica via per arrivare ad una rivalsa delle nostre nazioni in questa situazione è quella di una risposta europea unica, politica e nazionale, tutte cose che ben poco hanno a che fare con l’elemosina bancaria che ci siamo stufati di chiedere, di aspettare, ma soprattutto di accettare.
L’Italia dovrebbe sganciarsi dalle dinamiche nordeuropee di un’Unione a trazione franco-tedesca, per creare un’asse con i paesi più meridionali (Portogallo, Spagna e Grecia), avviando trattative con i paesi del gruppo Visegrad, in modo da creare una convergenza di interessi economici verso il mediterraneo e far valere la propria naturale e storica posizione strategica di preminenza e contemporaneamente sfruttare la Cassa Depositi e Prestiti come una banca pubblica per l’introduzione di una moneta fiscale a circolazione domestica, invece di costringere gli italiani ad indebitarsi ulteriormente!

 

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Covid 19: la sua diffusione è colpa della globalizzazione.

Covid 19: la sua diffusione è colpa della globalizzazione.

A scanso di teorie complottistiche che poco ci riguardano, è innegabile che l’origine di questa pandemia venga da lontano: dai meandri di un sistema che crea un terreno fertile per la diffusione di queste catastrofi oltre a quelle economiche.
Un mondo globalizzato, interconnesso, senza confini ne stati nazionali sovrani, dove gli interessi economici delle multinazionali del farmaco e delle piattaforme digitali valgono più di quelli umani e dei loro diritti.
I confini e la loro strenua difesa avrebbero arginato istantaneamente la diffusione di questa pandemia.
Con queste premesse , tutte concause alla diffusione del virus, non è poi così difficile identificare quale sia stato il vero “Paziente Zero”.

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Anniversario fondazione Servizio Ausiliario Femminile

 

Lonigo,Sabato 18 Aprile 2020

In occasione dell’anniversario della fondazione del Servizio Ausiliario Femminile, rivolgiamo un umile pensiero a tutte quelle donne, spesso poco più che bambine, accorse al richiamo della Patria vilipesa ed oltraggiata. Pur sapendo quanto stavano perdendo, pur sapendo che sarebbero andate incontro alla morte.
Due schieramenti opposti, sotto due stendardi inconciliabili , da un lato il tradimento e dall’altro la fedeltà. Quelle donne scelsero la bandiera giusta , quella della fedeltà, indicando il sentiero che oggi il militante deve intraprendere.
Noi non dimentichiamo!

 

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Video messaggio

Lonigo, 30 Marzo 2020

Si prospettano tempi difficili per la Patria. Dal caos emergono prospettive allarmanti.

Attenzione! Questi governanti vogliono mettere il nostro futuro in mani scellerate!

Ecco il nostro breve punto di vista a riguardo.

 

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IMPORTANT – Defend Europe 2020

EVENTO POSTICIPATO – EVENT POSTPONED

 

Data la complicata situazione sanitaria in Italia e in Europa, i numerosi voli cancellati e i rischi di potenziali ulteriori contagi, nonché le conseguenti numerose difficoltà logistiche, l’Associazione culturale Veneto Fronte Skinheads comunica che l’evento Defend Europe verrà posticipato a data da destinarsi.

Questa sofferta decisione arriva dopo attente valutazioni, non per isterismo da psicosi, ma per senso di responsabilità nei confronti della nostra gente, per impedire inutili ulteriori occasioni di contagio e per le troppe difficoltà che incontrerebbe chi volesse raggiungere le nostre terre.

Anche se non sappiamo se questa ordinanza verrà prorogata oltre il 3 aprile, in tutta coscienza e nel rispetto di coloro che avrebbero voluto partecipare all’evento, non possiamo tenerli ulteriormente nell’incertezza.

Certi della vostra comprensione, vi aspettiamo comunque al futuro Defend Europe, per una festa ancora più grande, dove brinderemo anche alla sconfitta di questi virus d’importazione che cercano di scalfire la nostra granitica EUROPA!

 

Given the complicated health situation in Italy and Europe, the numerous canceled flights and the risks of potential further contagions, as well as the consequent numerous logistical difficulties, the Veneto Fronte Skinheads Cultural Association announces that the Defend Europe event will be postponed to a later date.

This painful decision comes after careful evaluations, not out of hysteria from psychosis, but out of a sense of responsibility towards our people, to prevent useless further opportunities for contagion and for the too many difficulties that those who want to reach our lands would encounter.

Even if we do not know if this ordinance will be extended beyond April 3, in full conscience and in respect of those who would have liked to participate in the event, we cannot further keep them in uncertainty.

We are sure of your understanding, however, we look forward to seeing you at the future Defend Europe, for an even bigger party, where we will also toast the defeat of these imported viruses that try to scratch our granitic EUROPE!

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Comunicato Stampa

Lonigo, 23 Gennaio 2020

È di questi giorni la notizia dell’ulteriore misura repressiva (nello specifico un Daspo emesso dalla questura di Verona) nei confronti del dirigente nazionale di Forza Nuova Luca Castellini.

L’associazione culturale Veneto Fronte Skinheads vuole, nell’occasione, esprimere la propria solidarietà nei confronti di Castellini e focalizzare l’attenzione sull’avanzata ormai irrazionale di uno schema di “politicamente corretto” che, ogni giorno di più, diventa occasione stringente verso l’espressione del proprio pensiero.

In uno scenario schizofrenico in cui persino le parole sono soggette a “patenti di democrazia” ed in cui persino citare letteralmente la presunta “vittima” può essere elevato ad incommensurabile atto di sopraffazione, non possiamo esimerci dall’esprimere vicinanza a chi viene coinvolto in tali vicende che, spesso, hanno risvolti giudiziari ed umani molto gravi.

In conclusione lanciamo un’ ipotesi ed un consiglio di sopravvivenza per il mondo che ci aspetta : attenzione a come parlate, attenzione a ciò che dite ma soprattutto..attenzione a ciò che pensate.

Scomodamente

Il portavoce

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Lettera aperta : USA – Iran

Click here for english translation

Lonigo, 9 Gennaio 2020

Venti di guerra. O forse no.
Vorremmo iniziare questa analisi innanzitutto dicendo che è stato ucciso un guerriero, ucciso dalle armi vigliacche e “democratiche” degli Stati Uniti d’America.
Il generale Suleimani, comandante delle Guardie della Rivoluzione Iraniana, era un militare che le guerre le ha sempre combattute di persona.
Quasi una figura mistica nella repubblica islamica dell’Iran, è stato per anni condottiero delle operazioni militari iraniane come quelle a sostegno di Assad nella martoriata Siria, nelle azioni a contrasto dell’ISIS nelle zone di confine tra Iraq e Siria che ne hanno sostanzialmente decretato la sconfitta militare.
Quando cade un grande condottiero esso va onorato come tale, e come tale gli va mostrato l’onore delle armi. Quell’onore che le armi automatiche che lo hanno ucciso non possiedono ma che non potranno mai portargli via.

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Lettera aperta : USA – Iran – English translation

Qui la versione in Italiano

Lonigo, 9 January 2020

Winds of war? Maybe or maybe not.
Let’s start this political analisys saying that a warrior has been killed. Cowardly killed by american “democratic” weapons.
Commander general Suleimani, leader of Islamic Revolutionary Guards, was a soldier that fought many wars always in the front line personally.
Almost a mystical figure in Islamic Republic of Iran, he was for years field commander of iranian military operations like that in support of Assad’s faction in the syrian conflict or against the Islamic State on the border between Syria and Iraq, operation that ,substantially, defeated the ISIS force in the zone.
When a great leader falls,he deserves honors and tributes, and that is what we do.
(altro…)

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Associazione Culturale Veneto Fronte Skinheads
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