Lonigo, 7 settembre 2026
Stanchi per il lavoro svolto, ma con lo spirito rinvigorito e soprattutto consapevoli di uscirne vincitori, ancora una volta a testa alta.
Spegniamo i riflettori su questo grande evento: quattro giorni durante i quali movimenti diversi e generazioni differenti si sono riunite all’insegna dell’aggregazione umana, della politica, della musica non conforme, della cultura identitaria e del sano divertimento!
Per quattro giorni si sono esibite alcune tra le migliori band della scena europea, si sono susseguiti dibattiti su nuove misure repressive e costituzione di nuove strutture di difesa giuridica, è stata diffusa la visione dello sport come forma di edificazione interiore, si è discusso del ritorno delle civiltà e della tecnologia come sfida europea.
Slanci in avanti, mantenendo la nostra centralità, scevri da sterili nostalgismi che tanti vorrebbero addossarci.
I nostri detrattori che, nella loro pochezza umana e professionale, hanno infangato il nome della nostra Associazione con le consuete illazioni, hanno invece sortito l’effetto contrario, avvicinando una fetta di persone che probabilmente non sarebbero mai venute in contatto con il nostro mondo.
A margine dell’evento rimangono tanti albergatori e ristoratori, molto soddisfatti per l’indotto notevole che l’evento ha portato alle comunità dei paesi limitrofi, dato che partecipanti a Ritorno a Camelot hanno riempito alberghi, campeggi, ristoranti, bar e pizzerie da Trento a Malcesine.
Gli unici disagi alla cittadinanza sono stati causati dalla manifestazione di giovedì pomeriggio e non certo dagli organizzatori o dai partecipanti a Ritorno a Camelot; tale chiassosa e sterile manifestazione, che gli organizzatori hanno avuto la sfacciataggine di rivendicare come una grande vittoria, più che una vittoria di Pirro, ci appare come “la volpe e l’uva” di Esopo…ma meglio stenderci sopra un velo pietoso, “aquila non captat muscas”.
Partecipazione all’evento ben superiore alle più rosee aspettative e in fondo chi doveva esserci, era presente; senza contare le persone che dalle zone limitrofe sono venute a trovarci anche solo per bersi una birra assieme a noi e ridere delle idiozie proferite da svariati mezzi d’informazione, dimostrandoci così la loro vicinanza e solidarietà.
Potremmo dire molto per controbattere al carrozzone di mistificazioni, di polemiche inutili e di miasmi vari proferiti in questi giorni, ma essendo abituati a standard etici ed intellettuali più alti, lasciamo che siano i fatti a parlare per noi e facciamo nostra una massima: “non ti curar di loro, ma guarda e passa”.
Noi abbiamo vinto su tutta la linea, tutto il resto non importa.
Torneremo a Camelot, fra 5 anni!
Il portavoce
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Spegniamo i riflettori su questa edizione di Ritorno a Camelot con lo spirito rinvigorito dopo quattro giorni di aggregazione, musica, politica, cultura e divertimento, ma lasciandoci alle spalle un evento grandioso sotto ogni aspetto, con l’auspicio di aver creato le condizioni e gettato solide basi per future prospettive sinergiche. Riteniamo che la musica sia uno […]
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