
Lonigo, 20 settembre 2025
A ventotto anni, in provincia di Valencia, è caduto Raúl.
Spagnolo di origini italiane, si è spento dopo un mese di coma indotto, in seguito ad un’aggressione subita da parte di un gruppo di magrebini, attuata con una vigliaccheria che conosciamo fin troppo bene.
Un altro martire che si aggiunge ai nomi di altri Camerati europei, che hanno pagato con il sangue il prezzo della coabitazione forzata con genti allogene, che con il proprio impegno politico si impegnavano a contrastare.
Un altro nome che non troverà spazio nei media dominanti, con il consueto velo di silenzio steso sopra queste vicende che sa di censura, come fu per Daniel Wretström, anch’egli assassinato da uno straniero, dopo essere stato aggredito da una gang nel dicembre del 2000 nel piccolo Comune di Salem, in Svezia. Oppure quella dell’eroe diciannovenne Tommie Lindh, che nel tentativo di impedire uno stupro di una ragazza svedese ad opera di un immigrato africano più grande di lui, non ha esitato ad intervenire in difesa della connazionale, finendo però accoltellato a morte, l’11 maggio 2020 nella cittadina di Härnösand.
Il loro esempio sia da monito per quegli europei ben nati che ancora riconoscono casa propria e combattono per difenderla.
Raúl presente!
Il portavoce