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Alla corte del Leone – I Edizione

 

Spesso le imprese più belle partono da una semplice idea, una parola che suona come un campanello, un input che come in un domino fa partire a cascata centinaia di altre idee.
Parole d’ordine: Comunità e Famiglia, poi tutto è venuto da se.

E così la macchina organizzativa targata VFS e VAM è partita in primavera per raggiungere il luogo del nostro primo campo scuola, ovvero la Vallata dell’Agno nel vicentino.
La prima necessità è stata quella di mettere sul piatto tanta fantasia che non deve mancare per chi ha figli, ma anche per chi non ne ha, infondo ognuno è stato bambino….ed alcuni di noi lo saranno sempre!


E’ difficile spiegare quante emozioni ci hanno attraversato durante questi quattro giorni.

La frenesia del momento della partenza, la paura di aver dimenticato qualcosa, di non essere all’altezza di una simile impresa
ogni dubbio detto anziché pensato veniva prontamente zittito da qualcuna di noi che affermava categoricamente: ce la caveremo alla grande e sarà stupendo!

La ricerca del posto è stata accurata, ma dobbiamo dire la verità, siamo state fortunate perché il tempo ci ha aiutate, ed i bambini hanno fatto il resto.
Furgoni carichi di cassette di frutta e verdure raccolte dalle aziende agricole locali, così come la carne ed il vino. Nulla doveva essere lasciato al caso. Marmellate, torte e conserve fatte in casa dalle nonne, ed i bambini che chiedevano ad ogni piatto cosa fosse, perché era veramente tutto buono! Che soddisfazione!

Abbiamo anche osato nel proporre una recita scritta appositamente da una fantasiosa undicenne appassionata di lettura che ha da subito colto lo spirito di Camelot (togliendo di mezzo Lancillotto perché Ginevra è e deve rimanere la sposa di Artù, punto e basta).

Era questo il momento che avrebbe dovuto mostrare agli avventori della festa del sabato, per la maggior parte i papà, che bella e forte comunità è la nostra.
E così è stato: giù a tagliare, cucire e dipingere le uniformi dei cavalieri, intrecciare corde, provare e riprovare la canzone finale.

I complimenti del pubblico hanno appagato ogni sforzo, la gioia incontrollabile dei ragazzi che hanno potuto far decantare lo stress con un inseguimento a gavettoni e una lotta con i cuscini hanno reso il tutto indimenticabile….

Alle Madri che hanno aderito a questa iniziativa va tutto il nostro ringraziamento, e ci riferiamo anche a quelle Donne che pur non avendo figli hanno cucinato, pulito ed aiutato a seguire i bambini fin dalle prime ore del giorno, hanno sopportato i loro pianti ed i lamenti, li hanno divisi nelle scazzottate come se si fosse trattato di figli loro.

Le stesse Donne che hanno messo a disposizione la loro professionalità di infermiere o addirittura aggiustando tagli di capelli (noi siamo fatte così.. si fa di necessità virtù).

Tutto questo ha aggiunto valore al nostro sentire e vivere la Comunità, al sacro ed indiscutibile ruolo di Donna e Madre, così come quello di Uomo e Padre, che ci rifiutiamo di vedere sostituito da moderne teorie di genere che vogliono di fatto cancellare la famiglia tradizionale.

…….NOI TORNIAMO A CAMELOT!

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