ISD Memorial 2020

 

Abbiamo appena spento i riflettori su un evento straordinario, il memoriale di Ian Stuart, con il quale ricordiamo anche altri due vecchi leoni che sono andati avanti troppo prematuramente; nonostante le difficoltà imposte da un periodo molto particolare in cui l’organizzazione di qualsiasi evento diventa oltremodo complicata (nemmeno i professionisti organizzano più i concerti!), siamo riusciti a dar vita ad uno spettacolo come pochi visti nel nostro ambiente.

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Comunicato stampa

Lonigo, 19 Agosto 2020 

Dopo l’abominevole fatto avvenuto a Lignano ci ritroviamo purtroppo, per l’ennesima volta, a dover commentare come il fallimento della ragione generi mostri inumani.

Mentre l’esercito buonista si preoccupa di giustificare, minimizzare ed insabbiare, all’ elenco delle vittime di questo “processo di integrazione” va aggiunta una giovane ragazza di 15 anni che per tutta la vita dovrà portare questo orrore sulle sue giovani ed innocenti spalle.

 

Le povere vittime di questi atti ignobili, non sono “effetti collaterali” della costruzione della vostra “equa ed accogliente” società, ma sono il risultato di una politica che si veste da ultraprogressista ma che, nei fatti, regredisce la società intera a livelli della barbarie più selvaggia.

A pagarne le conseguenze è il tessuto sociale nazionale, ormai prossimo alla disgregazione, ed in primis i nostri giovani che in nome di un inesistente senso di colpa , vengono quotidianamente messi alle corde da una società che di loro non si preoccupa in quanto marchiati come “privilegiati”.

Di fronte a questi fatti occorre opporsi alla sistematica censura minimizzatrice che, chirurgicamente, interviene a fronte di questi atti barbari e far sapere come le tensioni sociali siano sempre più esasperate, mentre nei salotti bene e nei reparti contabili del business-accoglienza si specula e ci si arricchisce, e che “le vite che contano” sono anche quelle delle vittime delle loro macchinazioni.

Scomodamente

Il portavoce

 

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Droga piaga sociale

 

Rimarchiamo con sdegno quanto accaduto a Terni nei giorni scorsi, dove due quindicenni hanno perso la vita in seguito a overdose da metadone, vendutagli da Aldo Maria Romboli, rapper quarantenne tossicodipendente, nonché militante antifascista.
 
Malgrado il profilo ideologico dello spacciatore sia stato fatto passare in sordina , prendiamo atto anche questa volta di come l’humus in cui maturano questi scellerati episodi sia lo stesso dove fermenta il cosiddetto “antifascismo militante”, ricettacolo di individui sempre solerti nello stracciarsi le vesti per difendere le più disparate cause , spesso già ampiamente tutelate, e ancor più spesso idealizzate dalle società occidentali in cui vivono.
 
Sempre in prima fila gli “antagonisti”, dall’alto del loro “primato morale”, quando c’è da difendere le varie pretese spacciate per diritti di qualsiasi risma; ma il tanto decantato valore delle vite delle categorie che esulano da quelle di loro interesse evidentemente non conta, dal momento in cui non si fanno remore nel vendere dosi, che poi si rivelano letali, a delle persone, in questo caso poco più che bambini, per racimolare qualche decina di Euro.
 
Rammaricati da tutto ciò, siamo però consci del fatto di essere la netta contrapposizione di questo coacervo che rappresenta il non plus ultra della decadenza delle nostre società malate, che spesso fa breccia nelle più giovani e fragili generazioni, che attraverso i loro circuiti aggregativi e musicali si pongono come alternativi ed antagonisti ad un sistema di cui sono inconsapevolmente figli e strumenti.
 
La nostra concezione dell’uomo, nella sua interezza, è ben altra cosa, ed è antitetica rispetto a quella che propongono i vari Romboli della situazione.
 
La vita intesa come verticalità ed eterna dimensione di contrasti, va affrontata in ogni sfumatura e la droga è l’ultimo rifugio dei più deboli. L’ultimo rifugio degli antifascisti.

Scomodamente

Il portavoce

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ISD Memorial 2020

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Viva gli Arditi di ieri e di oggi

 

 

 

Questo video vuole essere un modesto tributo ed un piccolo omaggio a questi Eroi, giganti del passato, Esempi imperituri di amor Patrio, che dovrebbero essere rivalutati maggiormente soprattutto in questo periodo in cui la nostra amata Patria è guidata da persone che non fanno gli interessi dell’Italia.

Gli Arditi non si arresero mai e, nonostante i mancati riconoscimenti, contribuirono al rialzarsi della Patria senza mai cedere alle avversità. Incarnarono l’azione con tale purezza da permettere il fiorire dell’idea che segnò i destini del mondo. Ecco cosa ci insegna il valore di questi uomini: un’idea non nasce nei salotti del borghese, ma dalle gesta dell’Ardito!

Ecco perché con grande onore, ogni anno, ci rechiamo a commemorare questi giovani Arditi, per non dimenticare il sacrificio e quel pensiero che li animò, che segnò e segnerà gli anni avvenire.

Viva gli Arditi di ieri e di oggi.
Viva l’Italia!

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