Piccola dimostrazione

 

Tralasciamo le sterili polemiche e allarmismi che hanno solo lo scopo di distogliere l’attenzione dal contenuto del nostro comunicato al quale non abbiamo ricevuto nessuna risposta sensata, ecco una piccola dimostrazione delle “falsità” che abbiamo sostenuto.

Il portavoce

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Istruzioni per l’uso

Ci risiamo. Eccoci nuovamente a dover scrivere “istruzioni per l’uso” rivolte a chi nelle nostre azioni vede, rivede e stravede i soliti fantasmi, le solite fantasie, i soliti sogni di attacchi ed intimidazioni.
A questi signori, che faticano a capire il senso delle cose (e anche delle date storiche, visto che collocano la figura di Corridoni nel quadro di presunti periodi antidemocratici anche se morì nel 1915 ), proviamo quindi a spiegarne il significato.
Gli striscioni e lo scritto da noi firmati NON sono un attacco o un’intimidazione. Il richiamo ad una figura storica come Corridoni, è innanzitutto una celebrazione di un grande esempio ed in secondo luogo casomai una difesa di quelli che furono gli ideali sindacali e nazionali delle origini che in quella stessa figura trovarono una sintesi perfetta.
Voler leggere in questo un attacco è proprio di personaggi che vivono intrappolati nella dicotomia degli opposti e in un’ ottica padronale del lavoro. Non si può ridurre la difesa dei lavoratori solo ad esternazioni di “rigurgito” , si tradisce in questo modo la missione stessa del sindacato: far evolvere i lavoratori fino ad essere artefici del proprio destino. Una forza lavoro che, padrona del proprio futuro e partecipe ai mezzi di produzione, deve essere tra le protagoniste dell’ economia nell’ Europa che abbiamo in mente.
Questa è una spinta veramente rivoluzionaria per il mondo del lavoro, gli apparati elefantiaci, burocratici ed autoreferenziali degli odierni sindacati sono ,sinceramente, quanto di più “conservatore” ci viene in mente.

Ferocemente

Il portavoce

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IERI SINDACALISMO DI TRINCEA, OGGI PRIVILEGI SENZA IDEA !

crema

Lonigo, 23 Ottobre 2019

L’Associazione culturale Veneto Fronte Skinheads intende rivendicare con questo comunicato gli striscioni affissi sulle sedi dei sindacati CGIL e CISL la notte del 23 Ottobre, in concomitanza con il 104° anniversario del sacrificio supremo di Filippo Corridoni.
Una figura, quella del sindacalista rivoluzionario, che mai più di oggi può essere d’esempio e fungere da faro nel buio della giustizia sociale e sindacale italiana.
La creazione di un’ala rivoluzionaria, in contrasto al lassismo politico da poltrona dei primi del ‘900, si sposa perfettamente ed in modo quasi profetico con la situazione attuale del nostro paese, nel quale le sigle sindacali storiche rappresentano solamente uno dei tentacoli del sistema partitico italiano.
Il sindacalismo rivoluzionario : un ideale nato nell’azione e confluito in un patriottismo puro, dedito al sacrificio del singolo per la comunità.
Valori diametralmente opposti all’odierno sistema sindacale che oramai rappresenta nient’altro che una poltrona comoda, un trampolino di lancio alla politica o uno scudo in difesa di quei partiti, sinergici al sistema, che, proprio il sindacalismo, dovrebbe contrastare a favore delle masse lavoratrici, sempre più distanti da essi.
Sindacalismo odierno che si pasce beatamente dei propri privilegi, ottenuti come merce di scambio per l’approvazione di leggi mercantili in cui, in cambio del via libera per lo snaturamento del mondo del lavoro e della creazione di un tessuto di precariato sociale, si è ottenuto un perfetto escamotage per garantire pensioni d’oro a sindacalisti imborghesiti, vedasi legge Treu 564/1996, dello stesso autore del pacchetto Treu, che disciplina il lavoro “atipico”.

Egli stesso la definì “una legge venuta male” e nonostante ciò è tuttora in vigore.

In questo quadro la figura di Corridoni viene volutamente gettata nell’oblio e nell’anonimato da chi dovrebbe essere portavoce di quelle battaglie, ormai abbandonate a favore di una globalizzazione capitalista ben più remunerativa.
Un eroe italiano che idealmente ed in modo trasversale diede la spinta ad una nuova concezione di nazione e lavoro gettando le basi per le future esperienze della gioventù nazionale in lotta.
Lotta che assunse varie forme : dalle imprese legionarie fiumane alle rivoluzioni nazionali del primo novecento passando per tutte quelle forme economiche di gestione del lavoro che ancora oggi costituiscono l’unica alternativa percorribile al nefasto duopolio capitalismo/marxismo.
Un martire dell’Idea che attraverso il sacrificio scrisse parte della storia di questo paese e per questo non va dimenticato!

Ferocemente

Il portavoce

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Comunicato stampa

011.verona

COMUNICATO STAMPA

Lonigo, 12 settembre 2019 

L’Associazione culturale Veneto Fronte Skinheads vuole, con l’azione svolta nella notte tra l’11 e il 12 Settembre in molte città del nord Italia, ricordare il centenario dell’impresa fiumana.
Era il 12 settembre 1919 quando Gabriele D’annunzio in testa a quasi tremila Legionari occupò Fiume per i successivi sedici mesi, in sfregio a coloro che non consentirono l’annessione al Regno d’Italia della Dalmazia e appunto della città adriatica in seguito a quanto concordato col Patto di Londra e in virtù di quei 29000 italiani che la abitavano, su una popolazione complessiva composta da 46000 unità.
Città di confine, ma italianissima di fatto; tant’è che già nell’ottobre del ’18 si costituì un Consiglio nazionale che propugnava l’annessione della “città olocausta” alla madrepatria.
La servile politica anti nazionale dell’allora governo Nitti, accomodante nel compiacere gli interessi della Società delle Nazioni che non collimavano con quelli d’Italia, si imbatté con la risolutezza del Vate che, in barba ai governanti della pavida italietta liberale, si fece beffa di questi, mettendo in atto una spedizione patriottica tra le più nobili, poetiche e coraggiose della storia del nostro Paese.
Cento anni dopo onoriamo coloro che strafottendosene dei vari rischi e di ciò che la legalità allora imponeva, furono avanguardia eroica, artistica e scanzonata; in ossequio a quella Vittoria che non poteva né doveva esser mutilata.
Noi, da nazionalisti europei e patrioti italiani, non possiamo che ricordare con orgoglio e ammirazione le gesta di chi al conformismo interessato antepose il coraggio, l’amor patrio e il bene dell’Italia nella sua integrità territoriale. 
 

Ferocemente  

 
 
 
 
 
 
 
 
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Comunicato Stampa

Lonigo, 20/08/2019

Qualche giorno fa , riprendendo alcune citazioni più datate (le prime tracce di tale notizia risalgono alla primavera scorsa), l’edizione italiana dell’ Huffington Post  funge da megafono per una sedicente ricerca “scientifica” che afferma testualmente “di poter praticare la stimolazione cerebrale non invasiva contro pregiudizi e stereotipi sociali”.
Bene, occorre fermarsi un attimo a riflettere su cosa significhi tale affermazione.
Si parla di una procedura “medica” in grado di aumentare la coesistenza di diversi gruppi socioculturali, praticamente una bella pillola per l’integrazione.
Sia chiaro, di pillola non si tratta, ma di “piccole correnti elettriche o magnetiche per modulare il meccanismo con cui il cervello regola il nostro comportamento” leggasi elettroshock.
Sperando, in primis, che questa follia sia una boutade di qualche pseudo-ricercatore in cerca di facile visibilità, ci chiediamo anche come sia proprio possibile concepire e “finanziare” tali tipi di ricerca all’ interno, sempre secondo l’articolo, di un’istituzione come l’Istituto Italiano di Tecnologia che, in altri campi, ha sempre fatto registrare eccellenze nazionali ed internazionali.
Una ricerca su metodi di coercizione per l’allineamento, nemmeno più ad un pensiero unico, ma proprio ad un comportamento unico.
Tralasciando volutamente alcuni concetti etici che non trovano spazio nel mondo moderno, tipo libero arbitrio piuttosto che senso di appartenenza (e ne avremmo da scrivere un libro), sappiamo che per gli esponenti dell’integrazione ad ogni costo, tra cui la fonte della notizia che citiamo, questa cosa sarebbe la panacea di tutti i mali del mondo.
Tuttavia ci auguriamo che questi “scienziati” dalle tinte Kubrickiane in salsa Anthony Burgess nel corso del loro trattamento non rendano intollerabile ai propri “pazienti” (o forse prigionieri??) anche la musica del buon vecchio Ludovico Van.

Scomodamente

Il portavoce

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Associazione Culturale Veneto Fronte Skinheads
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