Piacenza

Piacenza 23/11/2016

L’ Associazione culturale Veneto Fronte Skinheads rivendica la paternità dell’azione simbolica compiuta nel comune di Vigolzone nei pressi dell’agriturismo “C’era una volta”.

Abbiamo voluto prendere come caso emblematico della nostra protesta questa struttura perché rappresenta un esempio agghiacciante dell’assurdità del “sistema accoglienza”.

Agriturismi che per legge hanno lo scopo di promuovere il nostro territorio ospitando turisti che vengono a conoscere la nostra provincia,ora sono diventati dietro lauti compensi dormitori di immigrati piazzati alla bene e meglio dalla ditta “Alfano e i suoi servi prefetti spa”.

Tutto ciò con il tacito consenso delle istituzioni in barba a leggi e disposizioni in vigore.

A tale proposito ci auguriamo che tutti gli organismi di controllo svolgano il loro dovere e verifichino in tutte le strutture adibite alla ricezione di clandestini lo stato effettivo delle cose.

Dato l’enorme business creatosi con questo fenomeno siamo fortemente preoccupati che ci sia tanto e troppo da mangiare per tutti e che il solito sistema all’italiana la faccia da protagonista in questa farsa chiamata solidarietà.

Nelle scorse settimane abbiamo visto come proprio nei pressi di “C’era una volta” sia andata in scena la protesta degli immigrati:senza nessun rispetto sono scesi in strada e hanno bloccato il traffico perché da giorni non ricevevano il cosiddetto Pocket Money.

Già’ perchéoltre vitto e alloggio vogliono anchei soldi,soldi nostri che paghiamo in tasse da una vita ad uno stato infame che fa morire di fame i nostri anziani ma che coccola omoni grandi e grossi scappati da nessuna guerra. Siamo ormai alla follia ed al peggio non ci sarà mai fine.

Abbiamo chiuso simbolicamente l’accesso all’agriturismo ed invitiamo la cittadinanza ed i turisti a boicottare questa e tutte le strutture che si sono vendute per trenta denari diventando complici di un sistema marcio e corrotto messo in atto da capitalisti senza scrupoli, veri e propri fautori e promotori di questa invasione contro la quale ci battiamo e ci batteremo ferocemente.

BASTA IMMIGRAZIONE FERMIAMO L’INVASIONE

Il portavoce

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VFS – Documento politico

Di seguito un estratto del discorso tenuto dal nostro presidente Giordano Caracino in occasione del presidio del 17/11/2016 a Mantova.

Il discorso e’ disponibile per il download anche in formato PDF

Abbiamo iniziato a parlare di immigrazione, quando ancora questa non si sapeva cosa fosse, quando gli immigrati, gli stranieri, erano ancora una sorta di extraterrestri dall’aspetto sconosciuto: era verso la fine degli anni ’80, inizio anni ’90 e nei testi delle nostre canzoni, già parlavamo del fatto che fosse iniziata un’invasione e che non si sarebbe potuta fermare, che gli immigrati sarebbero arrivati in massa e che non se ne sarebbero più andati, ma che soprattutto al momento le cose andavano ancora bene ma che ci si sarebbe presto resi conto che la situazione sarebbe peggiorata; ma per l’opinione pubblica eravamo solo dei beceri razzisti, ignoranti, che parlavano solo perchè mossi da xenofobia, mentre facevamo una fotografia chiara e nitida di quella che sarebbe diventata la nostra società attuale e di sicuro non è un vanto il poter dire “ve l’avevamo detto” o “avevamo ragione”!

Esattamente un anno fa in questo periodo, l’Associazione Culturale Veneto Fronte Skinheads portava alla ribalta dei maggiori mezzi d’informazione la tematica del business milionario che si cela dietro al sistema dell’accoglienza, grazie ad un’azione pacifica di denuncia simbolica della Caritas e del Partito Democratico quali maggiori fautori e responsabili di questa invasione sistematica che la nostra amata Nazione sta subendo.

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Mantova

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Comunicato Stampa

COMUNICATO STAMPA

Lonigo 05/09/2016

L’Associazione Culturale Veneto Fronte Skinheads ritiene necessario intervenire sulla sgradevole polemica sviluppatasi nelle ultime ore riguardo ad una foto circolata sui social network che tanto scandalo sta causando.

Vedendo l’onda mediatica in cui volano accuse di strumentalizzazione a fini propagandistici, ci poniamo semplicemente una domanda :”Chi sta strumentalizzando chi?”.

L’ ipocrisia di chi si scandalizza per una foto pubblicata su un profilo privato relativa ad un evento privato svolto su un terreno privato non trova contrappeso quando i soggetti ritratti nella foto o loro coetanei vengono quotidianamente e pubblicamente educati da un sistema che mette al primo posto i valori antinazionali e l’odio antifascista.

Oppure quando vengono sottoposti ad un bombardamento di immagini e di simboli che mirano solo a distorcerne la percezione della realtà’ secondo schemi predefiniti.

Chi ci accusa forse ha il terrore di non riconoscere più’ ,in quelle immagini, le giovani menti pronte per essere plasmate che si aspetta, infatti non si vedono bandiere arcobaleno e nemmeno gente fintamente orgogliosa degli ultimi accessori alla moda.

Quella foto fa paura? Fa paura al sistema? Ai benpensanti? Ai borghesi?

Se è così potremmo anche dire che la risposta a tutto questo è intrinseca nella polemica stessa e se le foto “choc” sono queste ,le suddette categorie vivono una crisi d’ identità’ e di valori più’ profonda di quanto ci aspettassimo.

L’ arte della decontestualizzazione delle immagini è applicata con maestria nella diffusione di un malizioso e subdolo messaggio, focalizzando l’attenzione su un presunto indottrinamento che nei fatti e nell’immagine stessa non sussiste.

Infine potremmo anche dire che quella che viene ritratta è una gestualità che appartiene da millenni alla nostra tradizione ma probabilmente non ne varrebbe la pena, sarebbe, come si dice, gettare perle ai porci.

Detto ciò ogni volta ci meravigliamo (ormai non troppo) di come ormai il giornalismo si fossilizzi sulle frivolezze riducendosi ad una mera citazione di gossip invece di approfondire argomenti di vero spessore.

Argomenti che durante “Ritorno a Camelot” sono stati da noi analizzati e sviscerati molto meglio e con più precisione rispetto a chi si riduce a “copiaincollare” per mestiere.

IO SONO TORNATO A CAMELOT!

Ferocemente

il portavoce

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Comunicato Stampa

Lonigo 28/08/2016

Apprendiamo con sdegno dal quotidiano cittadino veronese L’Arena la terribile notizia. Proprio non ci voleva un vero, tragico problema per questa città e per la Nazione tutta!

Eppure era tutto così tranquillo, felice, sotto controllo: disoccupazione azzerata, indispensabili “risorse” immediatamente accorse a soccorrere i compatrioti terremotati, gay sposati e contenti, droghe in procinto di poter finalmente alleviare le pene dei nostri figli, campionato ripartito col botto…

Invece no, ecco che arriva la notizia che macchia per l’ennesima volta il buon nome della città.
Ma come è potuto accadere che un 17enne attaccasse uno striscione?
Ma come è possibile che ancora nel 2016 esistano persone che si permettono di mettere in dubbio il dogma della globalizzazione?
Ma come è possibile che ci siano ancora ragazzi che vanno in giro di notte ad attaccare manifesti politici?

Ma i genitori non possono mandarli ad impasticcarsi in discoteca come tutti gli altri?

E poi che striscione, con una scritta così volgare ed inquietante che trasuda una mancanza di umanità senza fine, Refugees Not Welcome…

Ebbene sì, dopo questo risveglio traumatico l’Associazione Culturale Veneto Fronte Skinheads vuole esprimere la propria solidarietà agli autori dell'”insano gesto”.

È stata veramente una domenica particolare in cui si è scorta una luce in fondo al tunnel. Dopo anni di continua, incessante e martellante rieducazione democratica politicamente corretta, finalmente un sussulto di riscossa da parte di una gioventù che credevamo lobotomizzata e incapace di reagire.

Il sistema ha già schierato i suoi gendarmi che, con leggi ad hoc come il Decreto Mancino, vogliono imbavagliare il dissenso, tuttavia si ostinano achiamarla democrazia!

Ribadiamo quindi la nostra solidarietà e il nostro sostegno a tutti quelli che osano ancora pensare liberamente e denunciare la farsa del “business dell’accoglienza” sulla pelle dei cittadini italiani ed europei.

Scomodamente

Il portavoce

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Associazione Culturale Veneto Fronte Skinheads
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