Droga piaga sociale

 

Rimarchiamo con sdegno quanto accaduto a Terni nei giorni scorsi, dove due quindicenni hanno perso la vita in seguito a overdose da metadone, vendutagli da Aldo Maria Romboli, rapper quarantenne tossicodipendente, nonché militante antifascista.
 
Malgrado il profilo ideologico dello spacciatore sia stato fatto passare in sordina , prendiamo atto anche questa volta di come l’humus in cui maturano questi scellerati episodi sia lo stesso dove fermenta il cosiddetto “antifascismo militante”, ricettacolo di individui sempre solerti nello stracciarsi le vesti per difendere le più disparate cause , spesso già ampiamente tutelate, e ancor più spesso idealizzate dalle società occidentali in cui vivono.
 
Sempre in prima fila gli “antagonisti”, dall’alto del loro “primato morale”, quando c’è da difendere le varie pretese spacciate per diritti di qualsiasi risma; ma il tanto decantato valore delle vite delle categorie che esulano da quelle di loro interesse evidentemente non conta, dal momento in cui non si fanno remore nel vendere dosi, che poi si rivelano letali, a delle persone, in questo caso poco più che bambini, per racimolare qualche decina di Euro.
 
Rammaricati da tutto ciò, siamo però consci del fatto di essere la netta contrapposizione di questo coacervo che rappresenta il non plus ultra della decadenza delle nostre società malate, che spesso fa breccia nelle più giovani e fragili generazioni, che attraverso i loro circuiti aggregativi e musicali si pongono come alternativi ed antagonisti ad un sistema di cui sono inconsapevolmente figli e strumenti.
 
La nostra concezione dell’uomo, nella sua interezza, è ben altra cosa, ed è antitetica rispetto a quella che propongono i vari Romboli della situazione.
 
La vita intesa come verticalità ed eterna dimensione di contrasti, va affrontata in ogni sfumatura e la droga è l’ultimo rifugio dei più deboli. L’ultimo rifugio degli antifascisti.

Scomodamente

Il portavoce

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ISD Memorial 2020

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Viva gli Arditi di ieri e di oggi

 

 

 

Questo video vuole essere un modesto tributo ed un piccolo omaggio a questi Eroi, giganti del passato, Esempi imperituri di amor Patrio, che dovrebbero essere rivalutati maggiormente soprattutto in questo periodo in cui la nostra amata Patria è guidata da persone che non fanno gli interessi dell’Italia.

Gli Arditi non si arresero mai e, nonostante i mancati riconoscimenti, contribuirono al rialzarsi della Patria senza mai cedere alle avversità. Incarnarono l’azione con tale purezza da permettere il fiorire dell’idea che segnò i destini del mondo. Ecco cosa ci insegna il valore di questi uomini: un’idea non nasce nei salotti del borghese, ma dalle gesta dell’Ardito!

Ecco perché con grande onore, ogni anno, ci rechiamo a commemorare questi giovani Arditi, per non dimenticare il sacrificio e quel pensiero che li animò, che segnò e segnerà gli anni avvenire.

Viva gli Arditi di ieri e di oggi.
Viva l’Italia!

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Comunicato stampa

Lonigo, 2 Giugno 2020

L’Associazione culturale Veneto Fronte Skinheads con questo comunicato esprime la propria più totale estraneità nell’organizzazione della manifestazione di sabato 6 p.v. a Roma, a differenza di quanto falsamente riportato da molti quotidiani nazionali tra cui L’Espresso.
Diffidiamo pertanto chiunque dall’associare il nome della nostra Associazione ad eventi o manifestazioni che non la riguardano.

 

Il portavoce

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EUROPA: tra fratelli i confini, ma porte aperte ai clandestini!

EUROPA: tra fratelli i confini, ma porte aperte ai clandestini!

Lonigo, 30 Maggio 2020

Una fetta significativa del problema riguardante l’arrivo di centinaia di clandestini si sta vivendo nell’ estremo nord est della penisola e più’ precisamente in Friuli a ridosso del confine italo-sloveno.
L’ormai tristemente famosa rotta balcanica si sta trasformando, complice anche la relativa indifferenza verso questa porta d’ingresso, in uno dei principali punti di approdo verso il territorio dell’ Unione Europea.
La Slovenia, trovandosi proprio su questa direttrice , dovrebbe ricoprire un ruolo fondamentale nella gestione e limitazione dei flussi migratori verso l’Europa.
Invece, in barba a qualsiasi accordo internazionale, prima ha chiuso unilateralmente i confini appellandosi all’ epidemia in corso e contemporaneamente ha permesso l’attraversamento degli stessi da parte di centinaia di clandestini.
Non si tratta di discutere su alcune decine di triestini che non possono andare a fare un giro in bici in Slovenia, no qui si tratta di discutere sull’ integrità strutturale e politica di quell’organizzazione che vorrebbero far passare come l’embrione di una nuova nazione ma che di fatto, negandone alcuni principi fondamentali come ad esempio l’integrità territoriale, altro non è che l’ennesimo organismo burocratico sovranazionale.
Le critiche verso l’Unione Europea e verso i suoi negligenti stati membro, come i nostri vicini sloveni, si dovrebbero focalizzare proprio verso la mancanza di azioni politiche (sottolineato) continentali in relazione ad uno qualunque dei problemi europei impellenti che ,in qualche modo, vengono ignorati, sminuiti o tollerati.
Occorre quindi superare le promesse di assistenzialismo dell’UE, raramente mantenute, ed iniziare a ragionare come nazione.
Stabilire politiche veramente comuni su fisco, moneta, difesa europea, gestione dei confini e del territorio, insomma tutto ciò che identifica e caratterizza un organismo veramente nazionale.

L’ impossibilità di coordinare una qualsivoglia azione congiunta per affrontare queste problematiche dimostra come la strada per poter parlare di Nazione Europa sia ancora
lunga e lastricata di difficoltà.

Trieste, il Friuli e si, anche la Slovenia, non rappresentano “la periferia dell’impero”, distante dal centro e con regole proprie , ne rappresentano il primo baluardo, il primo impatto ed anche la prima difesa.
Ed è li, proprio in quei luoghi, che si sta giocando una partita fondamentale sia sulla definizione stessa di Europa che sul futuro del nostro continente e delle comunità che lo abitano.

Scomodamente

il portavoce

 

 

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Associazione Culturale Veneto Fronte Skinheads
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